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TRA DONNE SOLE
Anche il terzo romanzo di “La bella estate”, tratta temi drammatici come
abbiamo in “il diavolo sulle colline”, ma qui le dimensioni della vita
risulta ancora più tragica. Tra donne sole è la registrazione attraverso il
dialogo e la conversazione, di fatti e avvenimenti che ruotano attorno a
Clelia, la protagonista , registrando così un ulteriore diario degli altri.
L’ambiente che troviamo in questo romanzo è l’ambiente della borghesia
torinese. La novità e importanza di questo romanzo sta nel fatto che Pavese
riesce a fare concordare il tempo della memoria di Clelia, con il tempo
quotidiano.
Clelia partita alla ricerca di un mondo infantile, trova la grottesca e
banale tragedia di queste donne, di questa Torino, di questi sogni
realizzati. Questa realizzazione di Clelia, partita da Torino ancora ragazza
è un fatto molto importante del romanzo in quanto poi ella torna donna,
ricca di esperienza, quindi, di possibilità di giudizio. A Roma, dove si era
trasferita, ha fatto carriera e ritorna poi in quella a Torino da cui era
partita, con la coscienza di aver realizzato qualche cosa. Il ritorno a
Torino, non è casuale ; deve, infatti, aprire per conto della ditta presso
la quale lavora, una grande sartoria. Clelia però non si sente legata al
mondo della società-bene che frequenta.
La stessa sera Clelia arriva a Torino, nel suo albergo avviene un tentativo
di suicidio da parte di una ragazza. Rosetta, la ragazza che aveva tentato
il suicidio, viene conosciuta poi da Clelia perché fa parte di quel gruppo
di amiche che ella finirà per frequentare. Il pensiero di Clelia è sempre
fisso al perché quella ragazza avrebbe dovuto suicidarsi. Pare che Rosetta
abbia avuto una relazione con un’amica, Mornina e che quella sia la
motivazione del tentativo di suicidio. Man in realtà, il problema è più
profondo e resta sempre nell’anima di Rosetta. La conclusione del racconto è
anche la conclusione della storia di Rosetta. Un altro romanzo che si
conclude con un contrasto : il suicidio di Rosetta, il fallimento della vita
; dall’altra parte abbiamo il realizzarsi della vita da parte di Clelia, il
realizzassi del suo lavoro. Ancora una volta Pavese non si limita a narrare
le vicende dei suoi personaggi bensì li fa parlare, esprimere ; insomma, fa
raccontare a loro stessi la storia della loro vita. Quello che è strano è il
fatto del suicidio di Rosetta che avviene nello stesso modo in cui avverrà,
un anno più tardi, quello di Pavese : una stanza d’albergo, nei sonniferi,
nessuna apparente ragione. Clelia, soprattutto rispecchia quello a cui
Pavese aspirava :la libertà, la soddisfazioni ; Rosetta, la pena segreta, il
suicidio. I precedenti personaggi femminili, anch’essi copia con forme dei
sogni di Pavese. I personaggi maschili, invece, rappresentano il pavese
reale : Stefano, Corrado, personaggi la cui scommessa di Clelia è vinta,
mentre quella di Stefano, di Corrado e di altri personaggi, no. |